martedì 29 luglio 2008

VACANZE ESTIVE



BUONE FERIE A TUTTI !!!!!!

mercoledì 16 luglio 2008

LAUREA


MERCOLEDI' 9 LUGLIO, SI E' BRILLANTEMENTE LAUREATO IL VICE PRESIDENTE DEL FRONTE VERDE MARCO TARELLI.
AL NEO DOTTORE GLI AUGURI DELLA REDAZIONE.

mercoledì 12 marzo 2008

FONTI RINNOVABILI

Le fonti rinnovabili sono le sorgenti di energia non esauribili, a differenza di quelle fossili (petrolio, carbone, gas) ancora largamente usate. Sono considerate fonti energetiche rinnovabili:

l'energia idroelettrica
l'energia eolica
l'energia solare
l'energia da biomasse
l'energia da correnti marine e da maree
l'energia geotermica

I maggiori vantaggi della generazione di energia da fonti rinnovabili sono il ridotto impatto ambientale e la spontanea disponibilità in natura. D'altro canto, va considerato che alcune fonti rinnovabili non sono disponibili in modo continuo e che le tecnologie per il loro sfruttamento non sono ancora competitive sul mercato.

Gli impegni internazionali per la salvaguardia dell'ambiente, la previsioni sulla ridotta disponibilità di fonti fossili, l'esigenza di ridurre la dipendenza da aree spesso instabili dal punto di vista geopolitica, impongono ai Paesi più sviluppati e a quelli in via di industrializzazione di adottare nuove soluzioni per la produzione di energia, in particolare elettrica.

Per quanto riguarda l'Italia, secondo i dati del GSE, nel 2005 nel nostro Paese la produzione elettrica da fonti rinnovabili ha soddisfatto il 16,4% della domanda totale di elettricità, percentuale molto lontana dal 22% previsto per il 2010 dall'Unione Europea.
In Italia nel 2005 sono stati prodotti 49.920 GWh di energia da fonti rinnovabili (idrico 36.066 GWh; eolico 2.343 GWh; solare 31 GWh; geotermico 5.324 GWh; biomasse e rifiuti 6.154 GWh), su un totale elettrico prodotto di 303.672 GWh.

PROTOCOLLO DI KYOTO

Il Protocollo di Kyoto è un accordo internazionale che definisce gli obiettivi di riduzione delle emissioni ritenute responsabili dell'effetto serra e del surriscaldamento globale della Terra.
Varato l'11 dicembre 1997 a Kyoto, il testo definisce tempi e procedure per contrastare i cambiamenti climatici.

Obiettivo del Protocollo è la riduzione, entro il 2012, delle emissioni di gas serra di almeno il 5,2% rispetto ai livelli del 1990.
Gli obiettivi di riduzione per il quinquennio 2008-2012 sono l'8% per l'UE (6,5% per l'Italia), il 7% per gli Usa e il 6% per il Giappone.
Per i Paesi in via di sviluppo sono stati fissati obiettivi minori: Russia e Ucraina, per esempio, si impegnano a stabilizzare le loro emissioni sui livelli del 1990.

Ogni Paese deve definire un sistema nazionale per il calcolo delle emissioni di gas serra.
Il Protocollo prevede inoltre dei "meccanismi flessibili", in particolare le azioni di Joint implementation e Clean development mechanisms, che permettono a nazioni e aziende dei paesi sviluppati di comprare e vendere emissioni rispettivamente coi paesi in via di sviluppo e coi paesi sviluppati.

Il Protocollo è entrato in vigore solo il 16 febbraio 2005, dopo l'approvazione definitiva da parte della Russia (avvenuta nell'ottobre 2004).
Infatti, pur essendo stato ratificato da ben 125 nazioni - ben più della soglia minima di 55 paesi richiesta -, fino a quel momento non era stata raggiunta l'altra condizione vincolante, quella che stabilisce che nel loro insieme i paesi firmatari rappresentino almeno il 55% delle emissioni di anidride carbonica prodotte nel 1990.

Lo scenario. Emissioni inquinanti ed energia rinnovabile in Italia

L'APAT (Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e i servizi Tecnici) è il referente nazionale dell'Agenzia Europea per l'Ambiente (AEA), che realizza il censimento nazionale delle emissioni in atmosfera, utilizzato per verificare il rispetto degli impegni assunti nell'ambito degli impegni internazionali per la riduzione delle emissioni inquinanti sancite dal Protocollo di Kyoto.
Secondo i dati pubblicati nel Rapporto Energia e Ambiente 2006 dell’Enea, la situazione delle emissioni non è oggi particolarmente positiva. L’evoluzione tendenziale del sistema energetico italiano ha determinato un costante aumento delle emissioni di anidride carbonica: dopo un aumento del 13% tra il 1990 e il 2004, le stime indicano ancora una crescita del 4% circa tra il 2004 e il 2012, in evidente contro-tendenza rispetto alla riduzione prevista dal Protocollo di Kyoto.
Dati più confortanti arrivano dal fronte generazione elettrica: diversi produttori, tra cui Sorgenia, hanno messo in campo ingenti investimenti per ammodernare (repowering) le strutture di produzione elettrica. Gli interventi sono stati prevalentemente volti alla realizzazione di impianti a ciclo combinato alimentati a gas naturale (CCGT), più efficienti (55%) e meno inquinanti rispetto agli impianti tradizionali, che utilizzavano l'olio combustibile e avevano rendimenti non superiori al 35%.
Nel settore dell'efficienza energetica degli usi finali sta dando risultati positivi il sistema dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE), conosciuti anche come "Certificati Bianchi". I TEE sono istituiti dai Decreti del Ministero delle Attività Produttive, di concerto con il Ministro dell’Ambiente, del 20 luglio 2004 (D.M. 20/7/04 elettricità, D.M. 20/7/04 gas) che determinano gli obiettivi quantitativi nazionali di incremento dell'efficienza energetica. Il sistema prevede l'obbligo da parte dei distributori di energia elettrica e gas (con non meno di 100.000 clienti finali al 31 dicembre 2001) di adottare soluzioni di risparmio ed efficienza energetica degli usi finali di energia per raggiungere tali obiettivi. Gli obiettivi contemplati dai decreti prevedono un risparmio complessivo di fonti primarie di 2,9 Mtep in cinque anni. Un Mtep corrisponde ad un milione di tonnellate equivalenti di petrolio (tep), ossia a circa 1,2 miliardi di m3 di gas naturale o 4,5 miliardi di kWh elettrici di consumi finali. Se il sistema dei Certificati Bianchi avesse validità fino al 2012, si stima che potrebbe portare a una riduzione delle emissioni di CO2 di 15 milioni di tonnellate all'anno nel periodo 2008-2012.
Nell'ambito della produzione di energia da fonti rinnovabili, nonostante la produzione elettrica a basso impatto ambientale sia più che raddoppiata negli ultimi quattro anni, l'Italia resta in notevole ritardo rispetto agli obiettivi della Comunità Europea, mentre esigui restano i fondi destinati alle fonti rinnovabili: nel 2004 solo il 37% dei finanziamenti per le cosiddette "fonti rinnovabili e assimilate" è stato effettivamente destinato all'energia verde (il resto è andato alle "assimilate", ad esempio i rifiuti).
Ma con la finanziaria del 2007 il sistema è cambiato. La riforma del Cip6, i contributi che i cittadini pagano nelle bollette per le energie rinnovabili, prevede che dopo 15 anni dalla sua istituzione i fondi verranno destinati solo alle vere rinnovabili.